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Istituto Belmonte
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L’Istituto

Imprese e visite

Le visite sono la parte del percorso che si racconta meglio e che si organizza peggio. Spieghiamo come funzionano davvero, perché chi porta un gruppo deve sapere che cosa può aspettarsi e che cosa no.

Immagine di atmosfera. Non ritrae una sede dell'Istituto né una tappa del percorso.
In questa pagina
  1. Le porte sono cinque, e solo due si prenotano
  2. Che cosa si visita davvero, con il conto in chiaro
  3. Come si prepara una visita
  4. Che cosa queste visite non sono

Le porte sono cinque, e solo due si prenotano

I cinque canali di visita, con indicato quali due si prenotano davvero

CanaleChi apre la portaCon quanto anticipoSi prenota su richiesta?
Visitor program dell'impresaL'impresa stessa, con una biglietteria o un moduloDa giorni a settimaneSì
Hub e campus d'innovazioneUn servizio visite dedicatoDa giorni a 90 giorni per i più richiestiSì
Associazione datorialeL'associazione territoriale degli industrialiMesi, e con una data fissa nell'annoNo
Evento a porte aperteChi organizza l'eventoFinestra fissa dell'anno, di solito novembreNo
Relazione direttaUn docente, un ex studente, un socioVariabileNon si programma, e non scala

I primi due si possono mettere in un programma e garantire. Il terzo e il quarto sono a data fissa e non si spostano, quindi entrano solo se l'edizione cade in quella finestra. Il quinto è quello che apre le porte migliori ed è anche quello che non si può promettere a calendario. Un programma che garantisce visite basate sulla relazione personale sta garantendo qualcosa che non controlla, e noi non lo facciamo.

Che cosa si visita davvero, con il conto in chiaro

Su 39 esperienze pubblicate a catalogo, le tappe in produzione attiva sono sei, e sono queste. Le altre sono archivi e musei d'impresa, hub di innovazione, campus e studi.

Le sei con produzione attiva sono il Ducati factory tour a Borgo Panigale, la fabbrica Pagani a San Cesario sul Panaro, l'Autostadt di Wolfsburg, il Concio di Amarelli a Rossano, la centrale idroelettrica di Crespi d'Adda e il pastificio di Gragnano, che però apre al pubblico in due finestre l'anno, quattro giorni in tutto, con le date nella sua scheda. Le altre si raccontano per quello che sono, e reggono benissimo. L'archivio storico di un'azienda viva, con i suoi documenti, i suoi prototipi e i suoi errori, davanti a un gruppo di studenti imprenditori vale quanto un capannone, a volte di più, perché mostra cinquant'anni di decisioni e non dieci minuti di linea.

Non scriviamo «visite nelle aziende italiane» e basta. Un museo d'impresa venduto come visita in fabbrica crolla al primo gruppo che torna e lo racconta, e nel nostro catalogo ogni tappa dice che cosa è.

Non tutte le tappe del catalogo sono già confermate con chi le ospita. Nella scheda la colonna «Stato» dice «Prenotabile» quando il luogo ha un canale di prenotazione aperto e pubblicato, e «Su richiesta» quando va chiesto caso per caso. Nessuno dei due vuol dire che la data di quel gruppo sia bloccata: quella si conferma per iscritto nel preventivo, tappa per tappa, ed è l'unica conferma che conta.

Il cortile di un vecchio stabilimento, con la ciminiera e gli alberi piantati fra i capannoni
Immagine di atmosfera. Non ritrae nessuna delle imprese che si visitano.

Come si prepara una visita

Le imprese non ricevono chi chiede «possiamo venire a visitarvi». Ricevono chi arriva con obiettivi scritti e un itinerario proposto, e la guida che le associazioni industriali danno alle proprie aziende dice esattamente questo, concordare prima obiettivi e percorso con un referente.

Per noi è diventato un metodo. Ogni visita ha un referente nell'impresa e un referente nostro. Le domande del gruppo si preparano per iscritto nei giorni precedenti e si mandano prima. Si arriva con una scheda di osservazione da compilare sul posto, che diventa un elaborato del modulo. Il numero di persone lo decide l'impresa, non noi, ed è anche la ragione per cui i percorsi vanno da 8 a 15 partecipanti. Le esperienze dichiarano la propria capienza, tappa per tappa, e diverse ne reggono di più. Sopra i quindici buona parte dei luoghi obbliga a sdoppiare, il programma cambia e il costo a testa non scende.

Che cosa queste visite non sono

Le visite in impresa sono parte dell'attività didattica. Sono lezioni che si tengono fuori dall'aula, con un obiettivo didattico scritto, una scheda da compilare e un elaborato che ne deriva.

Non sono un servizio di collocamento. Non sono stage né tirocini. Non sono colloqui. Non sono un servizio di messa in contatto con datori di lavoro, e non promettiamo né organizziamo contatti a fini di assunzione. Se durante un percorso nasce un rapporto fra un partecipante e un'impresa, nasce fra loro e riguarda loro.

Questa non è una formula di cautela. L'intermediazione fra domanda e offerta di lavoro in Italia è un'attività riservata a soggetti iscritti a un albo ministeriale, e noi non lo siamo e non facciamo quel mestiere.